Il termine "geomorfologia" (che deriva dal greco e significa "discorso sulla forma della Terra") si riferisce alla scienza geografica che studia i rilievi del territorio indagandone la natura, la formazione e le trasformazioni.
In tal senso, la disciplina coinvolge sia le terre emerse che il fondale marino, analizzandone i caratteri fisici in relazione sia agli altri pianeti del sistema solare, sia ai fattori che hanno influito sulla loro origine e sulla loro evoluzione.
In questo modo, la geomorfologia si propone non solo di operare delle ricostruzioni su ciò che è avvenuto in passato, ma anche di effettuare previsioni affidabili sui futuri cambiamenti in base alla sperimentazione e agli apporti della matematica.
Oggetti di questa branca della geografia sono, in particolare, il "vulcanismo", le "placche tettoniche", l' "erosione", il "movimento gravitativo" e i "processi sedimentari", ovvero tutti quei fenomeni che presiedono alla modellazione del territorio; tali elementi vengono studiati in rapporto alle condizioni climatiche e atmosferiche, all'idrosfera, alla biosfera e all'antropizzazione, così da migliorare l'interazione tra l’uomo e l’ambiente minimizzando i reciproci impatti nocivi.
Per proteggere la sicurezza e la qualità della vita dei gruppi umani, la geomorfologia si occupa anche di prevedere i fenomeni franosi e l'andamento dei fiumi, nonché di scoprire l'eventuale presenza di acqua su altri pianeti.

In qualità di scienza, la geomorfologia ha un'origine relativamente recente: i suoi primi sviluppi risalgono alla fine del XIX secolo e si devono al geografo, geologo e meteorologo americano William Morris Davis.
Questo studioso elaborò un modello, noto come "ciclo dell'erosione" o "ciclo di Davis", destinato a costituire per un lunghissimo arco di tempo il fondamento degli studi geomorfologici.
Oggi, le nuove tecnologie consentono l'applicazione di nuovi modelli e strumenti ( le "simulazioni " prodotte al computer, ad esempio) in grado di ricavare dati ad altissima precisione e previsioni sempre più attendibili.
Tra i settori di questa disciplina si distinguono, a seconda dell'ambito di studio:
- la "Geomorfologia Fluviale", che si occupa dei caratteri strutturali e dei processi dinamici di fiumi, bacini ed altri corpi idrici;
- la "Geomorfologia Glaciale", rivolta all’analisi dei ghiacciai e del loro influsso sul cambiamento dei paesaggi;
- lo studio della "Meteorizzazione", ovvero della disgregazione degli ammassi rocciosi e dei relativi condizionamenti di natura meccanica, quali le radici dei vegetali, lo sviluppo dei ghiacciai e la sedimentazione.
Questo ambito agevola una maggiore comprensione della struttura dei suoli e dei processi che hanno portato alla loro formazione.